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Ah, il rock n roll è morto!
L’han sempre detto tutti che non sarebbe potuto durare,
l’han sempre detto tutti che Peter Pan non esiste.
Gli hanno sparato alle spalle han detto, bastardi.
Forse sono stato anchio.
Eh ma gli sta bene,
da ubriaco come era,
faceva tutto ciò che i sobri non avevano il coraggio di fare.
Il rock n roll è morto, si è spento pian piano, si è lasciato morire,
avvolto dalle nebbie del successo
forse troppo grande per quell’ingenuo bambino che era.
Il rock n roll è morto, si è lasciato andare,
sciolto nell’alcol dei suoi sogni, ubriaco dei suoi ideali,
ebbro di speranze troppo crude per essere digerite,
tossico di emozioni troppo vere per poter farne a meno.
Lo trovarono ancora con la bottiglia in mano.
Il rock n roll è morto, molto tempo fa,
quando brillava là in cima, più di ogni altra stella,
è esploso come una supernova,
divampando luce selvaggia e urticante,
spargendo detriti, resti, macerie di accordi che furono.
Increduli siamo, avvolti nella nebbia,
ancora cechi,
circondati da nebulose di polveri da cui nascono e muoiono
nuove stelle.
In una galassia che ruota, vibra, pulsa, batte, pompa,
che vive.
Il Rock n Roll è morto.
Lunga vita al Rock n Roll!
Podcast: Scarica (Durata: 1:22 — 1.5MB)
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